Ritratto anonimo

E’ un autoscatto (ho posato una borsa e sopra la fotocamerina). Questa è la tecnica.
In quale punto del corridoio della vita penso di essere? Io credo che tutti quei finestroni lascino entrare sufficiente luce sui miei pensieri. Ma non c’è nessuno attorno, ne incontro, ne lontano.

Ho con me un libro decifrato,
distratto compagno instancabile,
pieno di polvere da scrollare,
e macchie dell’anima.

Lancio deboli riflessi della memoria,
sono solo vanità
e sconfitte.

Umano,
tormentato specchio.

A.

4 Responses to “Ritratto anonimo”

  1. E’ bella, come sempre, rarefatta, simbolica, e la tua didascalia fa pensare.
    Ma.. – posso dirlo? – la luce che si vede in fondo e lungo il corridoio è illuminazione artificiale, i finestroni sono ampi, ma chiusi sul buio.
    Almeno, mi sembra.
    Questo a me provoca riflessioni diverse..tu, però, mi sembri assorto, non altro.
    E, quando sei assorto, poi ti “escono” parole bellissime: ciao, specchio.

  2. L’ambiente sembra quello di un vecchio ospedale…grandi finestroni centinati….lunghi corridoi, sedie per l’attesa. Anche se è notte o sera il simbolo della finestra è e resta la comunicazione, la luce, la vita che arriva da fuori ad illuminare i pensieri, il cammino di speranza perché è comunque una finestra sul mondo che segna il confine tra interno ed esterno come la porta o la soglia.
    Se il corridoio rappresenta la vita tu hai davanti un lungo cammino, ma procedi lento, titubante, la tua immagine è sfocata, intravedo il timore e l’insoddisfazione e torna l’attesa di qualcosa o qualcuno, di una definizione.

    La poesia è bellissima

  3. a Amina, faccio bilanci prima di far vacanza! boh!

    a Fra: vedo che i sorrisi stanno prendendo il sopravvento. Bene!

  4. c’est-à-dire? :)


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